Scrivo dal laboratorio dei computer del campus dela Kansai Gaidai, dato che a casa Otousan ha maneggiato troppo i cavi della linea telefonica...ed ora non posso ne' usare Internet ne' il telefono di casa, se tante volte fosse stato necessario.
Da un certo punto di vista sto letteralmente dando di matto, privata della mia tecnologia quotidiana: sul telefono ho quasi finito i soldi, senza Internet non leggo email, non chatto, sono fuori dal mondo. Riesco ad entrare su Facebook o Skype solo dalla Kansai Gaidai...ed ogni volta e' un trauma. Email minatorie e stalker-style da parte dei miei genitori (...un giorno in piu' senza contatti, e mio padre avrebbe contattato il ministero degli Esteri e l'ambasciata giapponese a Roma pur di ritrovarmi), notizie sconvlgenti da parte delle mie amiche che, contemporaneamente, mi danno per dispersa.
E' impressionante come ormai la nostra vita non sia considerata completamente tale e non sia completa senza la presenza della tecnologia; e quand parlo cosi' mi ci metto in mezzo anche io. Devo entrare su Internet almeno una volta al giorno, devo controllare le email, devo fare ricerche su Internet, devo vedere quali compiti abbiamo per il giorno dopo su Internet, devo avere notizie dall'Italia tramite Internet, posso parlare coi miei genitori solo su Internet. Percio', senza questa risorsa....al primo momento ti senti perso.
E la cosa e' resa ancora piu' assurda e paradossale se si pensa che non ho quesa tecnologia mentre sono nel paese tecnologico per eccellenza. Mi doveva capitare l'otousan meno futuristico dell'impero del sol levante...
Pero'...contemporaneamente, dopo un giorno, devo ammettere che sono rinata.
Mi sono resa conto di quante cose mi perdo stando ore ed ore a (letteralmente) cazzeggiare di fronte al computer. Sto meta' giornata a farmi i fatti degli altri su facebook, a guardare foto, condividere link idioti, a chattare e fare videochiamate su facebook, a spedire email e foto....e cosi' facendo mi inaridisco...cosi' facendo credo di essere perennemente relazionata con le persone, quando fondamentalmente lo sono davvero solo quando mi trovo davanti a loro. In fondo tutti noi lo sappiamo, ma vogliamo crogiolarci nella convinzione che abbiamo una vita sociale decente anche solo contattando i nostri amici su facebook o hotmail. Non a caso, quando arriva il momento di parlare cose che sono realmente importanti, davanti allo schermo di un computer, mi sento scomoda: per le cose che avverto come significative ho bisogno di usare la vista l'udito, la parola, la conversazione faccia a faccia. Voglio leggere le emozioni sul volto di qualcuno, voglio sentire la sua voce e le variazioni di tono che mi fanno capire se il discorso arriva o meno.
E ora, in questi due giorni senza tecnologia...mi sento fiorire.
Ho parlato il doppio con la mia famiglia.
Ho scritto tutte le cartoline ai miei amici in Italia.
Ho fatto tutti i compiti che dovevo fare, con una velocita' e soprattutto con una voglia ed un interesse che non provavo da tempo.
Ho visto un film che non vedevo da una vita, e me lo sono gustato il triplo.
Ho ripreso un hobby che avevo lasciato perdere da mesi: la cura della mia persona. Io amo fare bagni lunghissimi, usando mille prodotti diversi, bagnischiuma, scrubs, maschere per il viso, per il corpo, creme di tutte le forme e colori, profumi, talco....era da tantissimo che non godevo di una giornata solo per me stessa. Erano mesi che non puntavo sul concetto "Mens sana in corpore sano". Ed e' tutto completamente vero: la mia mente non era cosi' riposata e libera da settimane. Ora riesco a capire perche' i giapponesi facciano il bagno a fine giornata, per liberarsi di tutto l'immenso stress che li colpisce day by day.
Quindi...da un lato spero di riavere presto la connessione Internet per poter affacciarmi un poco da questa piccola torre d'avorio che ho involontariamente costruito intorno a me ultimamente. Ma, d'altro canto, spero di essere capace di non finire di nuovo in questo tunnel di droga telematica fatta di social networks e chattate.
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