lunedì 25 ottobre 2010

LA FRAGILE PSICHE DI QUESTO PAESE...

Sono italiana. Ma, soprattutto, sono una italiana in Giappone.
E non potete capire i conseguenti risultati di questa constatazione!
Sono arrivata qui alla fine di agosto, e ancora perdura dentro di me lo shock culturale: ho pensato "forse sarebbe stato meglio fare un viaggio di due o tre settimane in questo posto un pò di tempo prima, per avere almeno una infarinatura generale sulla sua cultura, sul lifestyle, sul cibo e così via"...ma no, non sarebbe mai stato abbastanza. In Giappone o ti butti nel vuoto completamente, o, paradossalmente, non sopravvivi.
Non potevo che scegliere una cultura diametralmente opposta alla mia per sentirmi stimolata, dopo tanto tempo. Le differenze non posso che notarle giorno dopo giorno, ora dopo ora: anche solo svegliarsi la mattina è diverso: la doccia si fa la sera, non la mattina; la colazione in generale è salata, non dolce (in questo sono fortunata: oltre al fatto che posso mangiare indifferentemente qualsiasi tipo di cibo a colazione, okaasan mi lascia mano libera a colazione, facendomi trovare tutto il necessaire nel frigorifero); la gente prende il treno alle CINQUE E MEZZA DELLA MATTINA per andare a lavoro o a scuola. I giapponesi non hanno paura di lavorare in un'azienza anche se questa si trova a due ore di treno dalla propria città; non hanno paura di andare all'università locata a chilometri e chilometri di distanza da casa. I giapponesi vanno a dormire all'una di notte per finire i compiti e le faccende, e si alzano alle quattro e mezza della mattina per prendere il treno alle cinque e mezza, così da arrivare prima a scuola o lavoro, ripassare la lezione o per l'esame, perfezionare il lavoro della sera prima.
E' una società di sacrifici: una società che appoggia la sofferenza nel presente, perchè questa porta a vantaggi e privilegi nel lungo termine. E' una società che testa le sue capacità, fatta di persone che invece di rivolgere i propri sforzi verso ciò in cui sanno di avere delle buone capacità e in cui sanno di poter eccellere, si orientano verso tutto quello che non sanno fare, per poter diventare dei soggetti più armonici.
E l'ARMONIA, effettivamente, è il concetto di base. Armonia in sè stessi, ma soprattutto con il resto: si è una persona nel momento in cui ci si relaziona agli altri nella maniera più armonica ed equilibrata possibile.
Nessuno si scompone, tutti sorridono, tutti sono gentili e cordiali, nessuno ti urlerà mai contro se, per caso, fai qualcosa di sbagliato...al massimo tenderanno a negoziare fermamente per poter trovare la soluzione migliore.
Come ho avuto modo di capire a lezione, non è una casualità il fatto che, per una società occidentale, lavorare con un socio giapponese o asiatico sia così complicato: una sola, semplice decisione, non verrà presa esclusivamente da chi si trova all'apice della scala gerarchica della società; al contrario, il dilemma verrà proposto ad ogni singolo membro del gruppo-azienda. E va da sè che questo processo può rubare anche mesi e mesi, seppur portando, sicuramente, a decisioni finali più oculate e positive.

Ecco, questo non è che un semplice e ridottissimo resoconto di quello che è la cultura giapponese agli occhi di un occidentale. Sono certa che andando avanti imparerò, giorno dopo giorno, a cogliere sfumature che ora non sono in grado di vedere....ma per ora, tutto mi sembra di una assurdità quasi eufemistica.
Come è possibile che una persona trovi il tempo di dormire, truccarsi e scrivere sms solo sul treno?...come è possibile che non pensi alla propria salute fisica e mentale, come è possibile che non gli venga in mente" Va bene, ho fatto quanto ho potuto, è meglio che vado a riposarmi, altrimenti domani potrei stare male"?
Come è possibile che i genitori siano quasi disposti a disconoscere un figlio, se questo non riesce a passare un esame di ingresso in una scuola prestigiosa? Come è possibile che certe famiglie facciano di tutto per far diventare il proprio figlio qualcuno, facendogli fare test di ingresso anche all'asilo?? (il che consiste nel parlare nella maniera appropriata,s apere quanti gradi di devi inchinare davanti ad un certo soggetto etc...)...perchè, se entri un un buon asilo, poi vai in una buona elementare, poi in una buona scuola media e superiore, ina una prestigiosa università...e conseguentemente, avrai accesso ad un lavoro migliore. E, tra l'altro, non contenti, i genitori giapponesi considerano anche LA FACCIA, l'esterno, ciò che visivamente si può notare sulla propria prole: non esiste un ragazzo o una ragazza, qui, nella prestigiosa università privata di Osaka, nella Kansai Gaidai, che vada in giro senza qualcosa di ultracostoso o di firmato addosso. Spendono più di 10000euro l'anno per far studiare i figli in un posto prestigioso, ma spendono anche soldi e soldi per farli apparire il più benestanti possibile. ...guarda caso questo è uno dei pochissimi paesi al mondo dove il prezzo ha ben poca rilevanza per il consumatore: un prezzo alto sarebbe segno di buona qualità, perciò nessuno ama comprare delle borse o dei vestiti di finta marca. Il costoso ci piace. Alchè mi chiedo come facciano ad essere il paese con i più alti livelli di risparmio al mondo.
Santo dio, mi stupisco di quanto potrei andare avanti all'infinito a discutere su tutto ciò che c'è di assurdo in questo angolo di mondo: è tutto un flusso che va avanti da sè. Parlo di una cosa, e per collegamento semantico me ne vengono in mente altre.
Parlavo appunto dei vestiti....e mi è tornato alla mente il modo in cui si conciano qua. Il Giappone è il paese della bicicletta e delle lunghe camminate a piedi in città. Sarebbe tutto più logico, se si mettessero delle scarpe comode per percorrere i lunghi tragitti quotidiani: e invece no. Invece loro amano la sofferenza: amano mettersi i tacchi di 12 cm e le minigonne, amano mettersi le sciarpe e i maglioni al primo accenno di caldo...perchè fa tendenza. Perchè così si notano...perchè così sono belli.

....c'è tanto da dire......e giorno dopo giorno trascrivero quello che più mi sconvolge. Perchè, fidatevi, non passa un giorno senza che io spalanchi gli occhi per aver visto qualcosa di inverosimile...che potrebbe esistere solo nei manga. Ma in fondo io sono nel mondo dei manga.

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